
Eroina: cos’è, effetti, dipendenza e sintomi
L’eroina, spesso chiamata nel gergo della strada "roba" o "brown sugar", è uno degli oppioidi più potenti e devastanti. È una sostanza in grado di generare una dipendenza rapidissima e profonda, sconvolgendo la vita non solo di chi ne fa uso, ma dell'intero nucleo familiare.
Comprendere la natura di questa sostanza, i suoi effetti sul corpo e sul comportamento, e i rischi che comporta, è un passo fondamentale per aiutare efficacemente la persona amata ad affrontare il percorso di cura.
Cos'è e come agisce l’eroina
L'eroina è un oppioide semisintetico derivato dalla morfina, a sua volta estratta dal papavero da oppio (Papaver Somniferum). In passato, è stata usata in contesti medici limitati come potente analgesico (sotto il suo nome chimico di diacetilmorfina), ma il suo altissimo potenziale di dipendenza ne ha bandito l'uso nella maggior parte dei Paesi. Oggi è classificata come sostanza d'abuso.
Modalità di assunzione dell’eroina più comuni
L'eroina è reperibile in diverse forme (polvere bianca, polvere marrone, o come "black tar" semi-solido). Le vie di somministrazione principali sono:
- Iniezione endovenosa, nota come "bucarsi" o “farsi”: è il metodo che assicura l'effetto (il "flash") più rapido e intenso e anche il più rischioso (sia per l’overdose, sia per i rischi associati).
- Inalazione, in gergo "sniffare" la polvere.
- Fumo, una pratica chiamata "fare il cinese" o "inseguire il drago”, tradizionalmente utilizzata in Oriente (Cina, India) ed esportata anche in altre zone del mondo.
Effetti immediati e danni a lungo termine dell’eroina
L'eroina agisce sul sistema nervoso centrale legandosi ai recettori oppioidi, provocando il rilascio massiccio di dopamina e bloccando la percezione del dolore.
Subito dopo l'assunzione, l'utente sperimenta:
- Euforia intensa ("rush" o “flash”), un'ondata di piacere e benessere.
- Sedazione profonda, con sensazioni di calore, pesantezza alle estremità, rilassamento e distacco da ogni preoccupazione e dolore fisico o psichico.
- Sonnolenza (“nodding”) che compare in seguito a questi primi effetti e perdura per parecchie ore, producendo uno stato di semi-coscienza in cui compaiono rallentamento della respirazione e pupille "a spillo" (miosi).
L'uso prolungato determina cambiamenti chimici e strutturali nel cervello che portano la persona a manifestare:
- Anedonia, cioè l’incapacità di provare piacere in attività normali.
- Dipendenza fisica e psicologica, che portano la persona a sviluppare tolleranza (il bisogno di aumentare le dosi di assunzione per avere lo stesso effetto) e sintomi d’astinenza come agitazione, dolori osteoarticolari, insonnia, diarrea, vomito, brividi ed orripilazione cutanea, irrequietezza agli arti inferiori. L’organismo non può più funzionare “normalmente” senza la sostanza.
- Compromissione immunitaria, con conseguente aumento del rischio di infezioni.
- Danni vascolari e organici, con compromissione del funzionamento di fegato e reni, soprattutto con l'uso iniettivo.
Quali sono i danni fisici e psicologici dell’eroina?
I danni fisici provocati dall’eroina possono essere letali: l’uso iniettivo espone al rischio di contrarre malattie infettive come HIV ed Epatite C a causa dello scambio di siringhe e con l’abuso spesso sopraggiunge la malnutrizione e il deterioramento delle condizioni generali salute. A livello psicologico, si manifestano velocemente sintomi depressivi gravi e ansia, soprattutto nei momenti di astinenza, e un progressivo isolamento emotivo: continuare a “farsi” diventa nella mente della persona dipendente l’unico modo per gestire i sintomi e provare piacere e il craving (cioè il desiderio compulsivo di assumere la sostanza, in gergo “avere la scimmia”) è particolarmente potente.
Con l’eroina è particolarmente alto il rischio di overdose, una condizione potenzialmente fatale causata dall’assunzione di dose eccessiva di sostanza, che porta a un grave arresto respiratorio. L'uso di farmaci specifici (come il Naloxone) è l'unico modo per intervenire in emergenza.
Come ricevere Supporto e Prevenzione
Il supporto al nucleo familiare è fondamentale, sia quando il paziente aderisce al trattamento, sia quando è più resistente. Cercare aiuto per sè come familiare significa poter condividere la propria situazione e imparare a gestirla senza annullarsi.
Alla Fondazione Laura e Alberto Genovese, offriamo colloqui psicologici gratuiti rivolti alle famiglie che vivono da vicino la sofferenza della dipendenza da eroina.
Il trattamento di questo tipo di dipendenza è una battaglia lunga e difficile, ma è possibile solo rinunciando a gestire la situazione da soli e chiedendo aiuto.
Come si cura la dipendenza da eroina
La dipendenza da eroina è una malattia curabile, ma richiede un approccio multifattoriale e intensivo, che solitamente combina:
- Trattamento farmacologico che prevede la sostituzione dell'eroina con farmaci agonisti (ad esempio, Metadone) o antagonisti (ad esempio, Naltrexone e, in emergenza, Naloxone). Questi farmaci aiutano a gestire i sintomi d’astinenza e il craving.
- Sostegno psicologico e psicoterapia, individuali e di gruppo (ad esempio, terapia Cognitivo-Comportamentale) per comprendere le dinamiche dell’abuso, aumentare la consapevolezza del proprio funzionamento, apprendere strategie efficaci e prevenire le ricadute.
Il trattamento della dipendenza da eroina può avvenire in contesti ambulatoriali o residenziali, cioè in comunità terapeutica, che offre un ambiente protetto e strutturato, molto utile per sostenere il trattamento a lungo termine.
Conseguenze sociali e lavorative
Il dipendente perde la capacità di mantenere impegni. La priorità assoluta è la ricerca e l'uso della sostanza. Le conseguenze includono perdita del lavoro o abbandono degli studi, problemi economici e indebitamento, coinvolgimento in attività illegali (furto, spaccio, prostituzione) per procurarsi il denaro necessario per acquistare "una dose”, rottura dei legami affettivi e familiari.
Come riconoscere l’abuso
Può essere utile per i familiari riconoscere i segnali fisici e comportamentali dell’abuso:
- Segni fisici: presenza di cicatrici, lividi o "buchi" sulle braccia o in altre parti del corpo (gambe, piedi) a causa delle iniezioni, forte sonnolenza (il "nodding") e pupille “a spillo”, frequenti sintomi influenzali durante l'astinenza (naso che cola, sudorazione eccessiva, diarrea).
- Oggetti sospetti come siringhe, lacci emostatici, cucchiai anneriti, o piccoli pezzi di alluminio bruciati.
Dal punto di vista comportamentale, come accade spesso anche nelle altre dipendenze, la persona tende a nascondere le proprie attività e emerge la tendenza a mentire in modo sistematico; compaiono spesso irritabilità, nervosismo e aggressività seguiti da momenti di apatia. Possono aumentare le richieste frequenti e ingiustificate di denaro o possono scomparire oggetti di valore in casa. Spesso la persona prende le distanze dalle sue abituali frequentazioni, soprattutto se non associate al mondo delle sostanze: questo comportamento nel caso dell’eroina è particolarmente accentuato e anche connesso all’anedonia, quindi alla riduzione del livello di piacere sperimentato nelle relazioni.
Per chi è in difficoltà: un messaggio di speranza
Se stai attraversando una situazione simile, o se una persona a te vicina sta affondando nel silenzio, sappi che non sei solo. Le dipendenze possono avere mille volti, anche quelli più insospettabili. Ma c’è sempre un momento in cui si può fermare la discesa. Un momento per chiedere aiuto. O per offrirlo.
Alla Fondazione Laura e Alberto Genovese ci impegniamo ogni giorno per accompagnare le famiglie in questi percorsi complessi. Perché non basta smettere. Bisogna anche ricominciare a vivere.
Contattaci. Siamo qui per ascoltarti.

