Approfondimenti
Pensavi che la pena finisse con la prigione?
"Libertà" è una parola strana. Per chi esce dal carcere con una dipendenza, le prime due settimane possono essere le più pericolose della sua vita.
Fonti: The New England Journal of Medicine; “Release from Prison – A High Risk of Death for Former Inmates“; Ingrid A. Binswanger, M.D., Marc F. Stern, M.D., Richard A. Deyo, M.D., Patrick J. Heagerty, Ph.D., Allen Cheadle, Ph.D., Joann G. Elmore, M.D., and Thomas D. Koepsell, M.D.
La dipendenza è una malattia, non una colpa.
La trattiamo come una colpa da punire, e così, troppo spesso, che ne soffre finisce in carcere. Ma il carcere non cura una malattia: la mette in pausa.
Il punto è questo: il momento più pericoloso non è la detenzione, è il ritorno alla libertà. Dopo mesi senza sostanze il corpo perde la tolleranza, e la prima dose dopo il rilascio può bastare a uccidere.
Per chi esce con una dipendenza, la vera pena rischia di cominciare proprio il giorno della scarcerazione.
Il rischio di morte post-rilascio è altissimo.
+3,5 volte
tasso di mortalità
gli ex detenuti con problemi di dipendenza muoiono di più, rispetto alla popolazione generale.
+12,7 volte
rischio di morte
durante le prime due settimane dopo il rilascio.
+129 volte
overdose
il rischio di morte per overdose è altissimo nelle prime due settimane post-rilascio.
Per le donne ex detenute il rischio di morte è 5,5 volte superiore rispetto alle persone di genere femminile nella popolazione generale.
I principali responsabili.
Insieme a:
- perdita della tolleranza agli oppioidi durante la detenzione, che rende le dosi post-rilascio letali,
- maggior vulnerabilità dovuta a problemi di salute mentale, violenza di genere e accesso limitato ai servizi, per quanto riguarda la popolazione femminile.
Dobbiamo smettere di punire e iniziare a curare.


